Rifugio Remondino - Vallone Assedras, 12010 Valdieri (Cuneo) Italia

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Il gruppo della Nasta

Gite e itinerari > Arrampicate alpinismo > Grandi classiche

Il gruppo della Nasta

Queste vie sono state scelte per voi dai gestori del sito.
Presso il rifugio sono disponibili le relazioni per tutte le altre vie.

Le vie orientate verso ovest prendono nel corso della giornata dei magnifici colori arancio. La qualità della roccia è davvero soprendente.

Torrione Querzola mt. 2.900

"Uccello di fuoco"
È una piccola parete molto impressionante vista di fronte, che attira immancabilmente lo sguardo.

Meno ripida di quanto sembra offre una scalata delicata su placca di grande bellezza, sopratutto nelle ultime lunghezze.
Avvicinamento: 40 minuti. Seguire il sentiero per il Passo dei Detriti poi tagliare verso la parete.
Lunghezza: 300 m.
Difficoltà: tra il 5b e il 6a+ (6a obblig.).
Attrezzatura: spits da 10 mm.
Discesa: in doppia sulla via.

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La Nasta mt. 3.108

  • Gli strabiombi di Nasta
  • "mai dire io"
  • LupoAlberto
  • Mantra di pietra
  • Via Morgana



Versante: Ovest
Via:
Mai dire IO
1° asc.: B. Viberti e B. Ronzini il 14/08/1999
Difficoltà: TD - (6a)
Sviluppo: 320 m (+ 50 m per uscire sulla cresta dopo la spalla)
Roccia: ottima
Note: itinerario che si svolge quasi interamente su placche compatte, con chiodatura sportiva. Dall'ultima sosta (S8) è possibile uscire in vetta con l'itinerario seguente, oppure con un traverso, raggiungere lo spigolo Vernet e percorrerne l'ultimo tiro. La via è dedicata a Gabriele Beuchod.
Attacco: nel punto più alto della parete O, presso placche chiare molto levigate incise da una fessura cieca; spit visibili.
Materiale in posto: 48 spit; utili nut e friend medio-piccoli.
Descrizione:
L1 risalire la placca abbattuta, ma liscia, direttamente fino alla cengia superiore (S1 40 m, 6a)
L2 affrontare il muro verticale sovrastante, portarsi un po' a sx. e superare un successivo muro strapiombante, cui segue una placca ed una paretina finale (S2 45 m, 6a).
L3 Continuare direttamente per tutto il tiro su placca verticale, ma appigliata (S3 50 mt, 5c)
L4 ancora placca e sempre direttamente fino in sosta (S4 45 m, 5b)
L5 Continuare risalendendo le belle placche, direttamente sino in sosta (S5 45 m, 5b)
L6 superare le placche che seguono fin sotto un risalto, leggermente a sx., oltrepassarlo e sostare poco sopra (S6 30 m, 5a).
L7 Salire direttamente, poi a sx. verso diedri verticali incisi da fessure oblique; superarli e portarsi a dx. in placca sostando presso una cengia vicino ad uno spigolino (S7 50 m, 5c ).
L8 Seguire ora la placca lungo lo spigolo di fronte e raggiungere la sosta, poco prima di una selletta (S8 25 m, 4c).

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Versante: Ovest
Via:
Variante finale
1° asc.: G. Bergese e E. Diale il 19/08/2000
Difficoltà: D - (4c)
Sviluppo: 55 m
Roccia: discreta.
Note: variante che porta in cima la via
Mai dire IO dalla S8.
Attacco: dalla selletta poco sopra la S8 dell'itinerario precedente.
Materiale in posto: chiodi e sosta attrezzata; utili nut e friend.
Descrizione:
L1 attraversare la selletta e portarsi sul lato N/O della parete, sostando dopo pochi metri, sotto alcuni grandi massi (S1 20 m, facile).
L2 Superare il muro verticale a sx. giungendo su un terrazzo e continuare per una serie di diedri e paretine sino a sbucare sulla cresta d'unione tra la spalla e la cima (S2 35 m, 4c, 4b).

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Versante: Ovest
Via:
Lupo Alberto
1° asc. M. Aime, P. Cavallo, G. Concordano e M. Degioanni il 15/08/1991
1° inv. I. Barbarito e R. Ferrari il 22/01/1993
Difficoltà: D (IV +)
Sviluppo: 400 m
Roccia: ottima
Note: insieme allo spigolo Vernet è uno degli itinerari più ripetuti del gruppo. E' possibile dalla S8, invece di traversare a dx. verso lo spigolo, continuare direttamente verso una fessura-camino che termina lungo la cresta d'unione alla vetta, con difficoltà di IV+/V; detta variante è sprotetta.
Attacco: sulle placche basali della cima O, dove inizia il canale che porta al colletto dell'Uia presso una fessura verticale caratteristica.
Materiale in posto: chiodi e spit sulla via, soste attrezzate; utili nut e friend. Chiodatura sportiva.
Descrizione:
L1 salire la fessura che inizia dal nevaio (S1 25 m, 4a)
L2 continuare su di essa fino a che si trasforma in diedro uscendone sulla sx. e proseguire per alcuni metri sulla cengia (S2 30 m, 4a, 4c).
L3 Diritto sopra la sosta seguendo la fessura (S3 35 m, 4a, 3b,)
L4 proseguire nella fessura diedro fin sotto un marcato strapiombetto che si supera sulla sx. (S4 45 m, 4a, 4b)
L5 attraversare brevemente a dx. e continuare diritti sulle placche (S5 45 m, 4b, 4a, 3b)
L6 Seguire le placche sovrastanti salendo direttamente, rientrando poi nuovamente nella fessura (S6 45 m, 3b,3c)
L7 con andamento lineare su placca mossa dalla fessura, passare un piccolo strapiombetto e proseguire sino alla sosta (S7 45 mt, 3b, 4b, 4c).
L8 Arrampicando sulle placche sovrastanti, incise da una fessurina, raggiungere la sosta (S8 50 mt, 4c, 4b)
L9 diritto per una decina di metri, poi a dx. in traper 20 m ca. fino alla selletta da cui parte l'ultimo tiro dello “Spigolo Vernet” (S9 30 m, 3c, 4a).
L10 A questo punto seguire l’ultima lunghezza dell’itinerario classico sino in cima alla spalla e di lì in vetta.

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Versante: Ovest
Via:
Strapiombi di Nasta
1° asc. F. Michelin e G. Rossetto il 04/08/1987 per la prima parte
F. Michelin e S. Masoero il 17/08/1998 per la seconda parte
1° sol.: P. Regis il 19/08/1994 per la prima parte
1° inv.: M. Schenone e L. Peirano il 14/03/1999
Difficoltà: TD+/TD- (VII+ max, VI+ obbl.)
Sviluppo: 400 m
Roccia: ottima
Note: poco a sx della classica “Vernet”; la via segue la parete strapiombante a sx dello spigolo O e prosegue poi verticalmente vicino allo spigolo fino in vetta. Nel mese di agosto 2005 è stata migliorata la chiodatura nei tratti più difficili (in modo particolare sul primo tiro) e sono state rinforzate le soste.
Attacco: nel punto più basso della parete presso una fessura obliqua da sx a dx
Materiale in posto: chiodi e spit sulla via, soste attrezzate; utili nut e friend piccoli e medi.
Descrizione:

L1 Risalire il nevaio e superare la fessura fino a raggiungere un piccolo punto di sosta vicino ad una lama staccata (VI, V).
L2 Proseguire su belle placche lavorate dall'erosione, piegando leggermente verso sinistra e sostare sotto ad una placca scura (V, IV).
L3 Seguire verso destra una spaccatura (V), poi salire verticalmente fin sotto ad uno strapiombo (VI+). Attraversare quindi, verso sinistra fino a raggiungere un diedrino sopra la verticale del punto di sosta (VI. VII+). Superare il diedro (VI) e sostare.
L4 Salire verso sinistra (VI) poi continuare verticalmente su placche compatte fino alla base di un diedro (V+, V). Superarlo (V-), poi continuare direttamente su placche più articolate, raggiungendo la cengia che taglia orizzontalmente la parete Ovest (IV, V).

L5-L6 Proseguire su terreno faciile in direzione di un diedrino, superarlo, continuare a destra di una larga spaccatura e sostare sotto un tratto verticale (IV)
L7 Salire verso sinistra (IV) raggiungere un diedro e risalirlo fino al suo termine (IV poi VI-)
L8 Seguire un’altro grande diedro (IV, V) e al suo termine sostare a destra sotto imponenti strapiombi.
L9 Con una delicata traversata sulla placca a sinistra (passo V+), raggiungere e superare un diedro verticale che consente di portarsi al di sopra degli strapiombi (sosta a destra V+,V)
L10 Proseguire lungo un breve camino verticale poi salire verso destra superando alcuni tratti strapiombanti e portarsi sullo spigolo (IV+, V+)
Da questa sosta è possibile calarsi sulla via con doppie da 50 metri.
L11 Dalla sosta spostarsi a sinistra e salire verticalmente fino a un comodo terrazzino (V-, IV)
L12 Su terreno più facile e poi lungo un diedro inclinato, portarsi sul filo della cresta (IV,III) e seguirla fino ad un intaglio.
L13 Superare un’evidente spaccatura vicina allo spigolo e continuare fino a una sosta su spuntone (V+, IV). Si segue poi la cresta affilata che porta sulla prima delle due punte della Cima di Nasta.


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UIA NORD-OVEST DI NASTA

Versante: Ovest - Sud/Ovest
Via:
Morgana
1° asc.: R. Fanizza, G. Bergese e M. Ghiglia il 22/08 e 01/09/1997
1° rip.: M. Ghiglia e M. Ambrogio nel settembre 1997
1° inv.: M. Schenone e L. Peirano il 14/03/1999
Difficoltà: TD + (6c+ max., 6a obbl.)
Sviluppo: 175
Roccia: ottima
Note: uno degli itinerari più difficili del gruppo. E’ possibile, alla partenza dell’ultimo tiro, uscire a sx su terreno più facile, ma non protetto.
Attacco: presso placche grigie molto lavorate, tra il filo di spigolo e l'evidente diedro rossastro di sx., pochi metri a sx. del canale di discesa.
Materiale in posto: 28 spit e 2 chiodi; utili nut e friend.
Descrizione:
L1 risalire placche inclinate molto lavorate e divertenti (S1 25 m, 4b)
L2 risalire placche inclinate molto lavorate e divertenti (S2 30 m, 4b)
L3 proseguire per placche verticali, un muro, breve strapiombo ed altre placche verticali fessurate (S3 30 m, 6a+,6a)
L4 Ancora lungo placche verticali, un muretto ed un bel diedro molto lavorato (S4 25 m, 6a, 6a+)
L5 traversare su placca abbattuta (S5 15 m, 4c)
L6 Placca verticale, terrazzino, breve tettino e muro finale molto esposto (S6 25 m, 6b+/6c)


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